Pino (2019)

Vita accidentale di un anarchico

Biografie ● 68 min ● Italiano
Full HD

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Trailer

Scheda tecnica

Regia: Claudia Cipriani
Montaggio: Claudia Cipriani
Colonna sonora: Massimo Latronico e Dario Yassa
Produzione: Ghir@Film
Fotografia: Claudia Cipriani
Ricerca storica: Niccolò Volpati
Sceneggiatura: Claudia Cipriani, Niccolò Volpati con la collaborazione di Claudia e Silvia Pinelli
Voci narranti: Olimpia Lanzo, Alessandra Pasi, Tommaso Russi
Con la collaborazione e il sostegno di: Archivio Giuseppe Pinelli – Centro Studi Libertari, Comune di Milano (“Milano è memoria”), Arci Bellezza

Sinossi

Una sera del 1969, poco prima di Natale, due bambine tornano a casa pensando di trovare il padre, invece trovano dei poliziotti che stanno perquisendo il loro appartamento, gettando tutto per terra, persino i regali di Natale che i genitori avevano nascosto. Quella sera le due bambine scoprono che Babbo Natale non esiste e che il loro padre, Pino, non tornerà a casa.
Giuseppe Pinelli, noto come Pino, fu infatti accusato di aver fatto esplodere la bomba della strage di Piazza Fontana, che causò molte vittime e cambiò per sempre la storia italiana. Ma lui era innocente, e per dimostrarlo, sua moglie Licia lottò duramente insieme a molti altri e Pino divenne simbolo della ribellione all’ingiustizia.
Il punto di vista delle bambine permette di entrare gradualmente in una storia complessa e intricata e man mano che le due crescono, aumenta anche il loro livello di consapevolezza, s’infittisce l’insieme di informazioni, si articola il discorso politico e il contesto storico: le contestazioni a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, la “strategia della tensione”, l’Europa divisa in due blocchi.
Per chi già conosce la storia di Pinelli, il racconto delle figlie permette di esplorare, insieme al contesto politico, anche quello emotivo, famigliare e dunque più intimo perché Pino, vita accidentale di un anarchico racconta per la prima volta non solo la morte di Pinelli, ma anche la sua vita, le sue idee, i suoi affetti.

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