All'aria stu Gioia (2022)

L'uomo vivo

Arte e Musica ● 66 min ● Italiano
Full HD
Lingua sottotitoli: Inglese

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Trailer

Scheda tecnica

Regia: Francesco Di Martino
Soggetto: Francesco Di Martino
Montaggio: Francesco Di Martino
Colonna sonora: Pietro Scardino, Davide Di Rosolini, Andrea Calabrese, Vinicio Capossela
Produzione: FrameOff
Fotografia: Francesco Di Martino
Color correction: Corrado Iuvara
Fonica di presa diretta: Valentina Luciano
Post produzione audio: Carmelo Scordia - Cage Studio's
In collaborazione con: Ass. Portatori di Gioia, Comune di Scicli
Con: Ass. Portatori di Gioia, Peppe Zisa, Franco Riccotti La Rocca, Angelo Fiorilla, Claudio Rinzo, Vinicio Capossela

Sinossi

Scicli, piccolo gioiello barocco nel sud della Sicilia, famosa al grande pubblico quale set cinematografico della serie TV Il Commissario Montalbano. Mancano 33 giorni alla domenica di Pasqua e gli abitanti si preparano a celebrare la festa.
“L’Uomo Vivo, il Gioia”: parole che gli sciclitani usano per invocare il Cristo Risorto, un simbolo ormai parte dell’identità comunitaria. Si tratta di una statua settencentesca, realizzata dallo scultore Benedetto Civiletti.
Peppe, Franco, Angelo e Claudio sono quattro portatori del Gioia, la cui amicizia è nata proprio sotto la “Vara”. Possono essere considerati l’emblema dei portatori, cioè vite ordinarie e semplici che si incontrano per una passione comune, il Gioia, che ogni giorno è l’argomento principale delle loro discussioni.
Peppe lavora il marmo, Franco è un rappresentante commerciale, Angelo fa il contadino nell’azienda di famiglia e infine Claudio è un camionista che viaggia in tutta l’Italia. Il film segue la loro quotidianità circa un mese prima delle festività pasquali, mostrando la preparazione della festa e gli incontri che precedono il grande giorno.
I portatori trasportano a spalla la statua del Cristo Risorto dalla chiesa di Santa Maria La Nova fino alla piazza, facendola oscillare a destra e a sinistra, e ruotandola su se stessa a grande velocità, incitati dalle urla degli astanti: Giò! Giò! Gioiaaa! È un’esplosione di gioia, un inno scatenato alla Vita, un movimento sfrenato di corpi che si accendono di una vitalità quasi primigenia. È simbolicamente una vittoria eroica che l’uomo si è preso nei confronti della Morte. È la Rinascita dopo un incontro ravvicinato con il dolore. È un invito a celebrare la Vita.
Stremati, fino a tarda notte conversano tra di loro sotto il peso della statua e sotto gli occhi degli spettatori che addirittura li prendono per matti. Infatti la gente, seppur attratta dall’energica e vivida immagine del Cristo che impugna una bandiera rossa, scappa per paura di esserne travolta. Dopo gli ultimi “giri” sfrenati, accompagnati dal ritmo dell’instancabile banda di paese, fanno ritorno alla chiesa con i volti segnati dalla fatica, da una grande soddisfazione e allo stesso tempo dalla malinconia: lì, davanti all’ingresso, vivono una forte scissione interiore tra la stanchezza che impone di fermarsi e la voglia di far girare ancora il Gioia per la piazza. Ma, una volta fermatisi, sanno che potranno rivedere la loro statua, il Cristo Risorto, solo tra un anno perché un’altra Pasqua si è conclusa.

Festival

- Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico - XII edizione

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